Il tecnico ha fiducia nel suo Milan e crede nella possibilità di ribaltare il 3-2 casalingo dell'andata e sbancare Manchester: ''Servirà un'altra partita perfetta, come quella di tre anni fa a San Siro''. Beckham parte dalla panchina MANCHESTER - Sir ...
MANCHESTER - Sir Alex Ferguson dice: "Noi non sappiamo giocare per il pari". E tira fuori un sorriso che è tutto un programma. Leonardo dice: "Noi ci crediamo, vincere non è impossibile". E tira fuori un sorriso anche più bello di quello del suo rivale. I sorrisi sono d'obbligo, ma nascondono un vulcano di emozioni e di tensioni: Manchester United e Milan si giocano tantissimo. Non solo, la sensazione stavolta è che ci si giochi molto di più di una stupida questione di supremazia: è più forte il calcio inglese o quello italiano? Il problema è che sappiamo già che il calcio inglese è più forte del nostro - lo scorso anno le tre squadre italiane, Juventus, Inter e Roma furono fatte fuori da Chelsea, Manchester e Arsenal - il problema è che adesso rischiamo pure di perdere un club nella Champions League dei prossimi anni. Quindi si gioca tutto il Milan, e si gioca parecchio pure l'Italia del calcio. In ogni caso l'ennesimo duello tra noi e loro - Milan o Manchester United, Inter o Chelsea - comincia il suo round finale proprio da qui, dall'Old Trafford uno dei monumenti del calcio mondiale.
Ci sarà Wayne Rooney e ci sarà Ronaldinho: saranno loro i grandi protagonisti di questa serata fondamentale per il futuro di entrambi. Probabilmente David Beckham comincerà solo dalla panchina, il suo ritorno a casa - è la prima volta da quando se ne andò dal 2003 - viene così dimezzato. "Beckham dà sempre al calcio il suo apporto particolare - ha detto Leonardo - averlo a disposizione in qualsiasi momento del match credo sia importante". Frase che è suonata un po' come: non possiamo scommettere tutto su di lui fin da subito. All'andata Beckham giocò da titolare, ma il suo apporto non fu particolarmente determinante, anzi. Da allora l'inglese è sempre partito dalla panchina. E così forse accadrà anche a Manchester. Anche se Leonardo non sembra volersi far prendere da prudenza eccessiva: se bisogna rischiare, bisogna rischiare bene. Senza rimpianti, senza risparmiarsi per cercare di centrare questo maledettissimo 2-0.
Compromessa la partita d'andata il Milan ha bisogno di una grande impresa. A San Siro Leonardo se la giocò con molto coraggio, senza paura. E fece bene. Puntò su Ronaldinho, Huntelaar, Beckham e Pato: non risparmiò e non lesinò attaccanti. Peccato che il risultato non lo abbia assistito e che Rooney sia un campione capace di rovesciare le situazioni più complicate: nel secondo tempo si svegliò e non ci fu più partita. Segnò due gol di testa, facendo tremare la difesa rossonera. Ronaldinho si prese l'apertura del match, l'inglese il cuore della partita, Seedorf aggiustò il risultato nel finale trasformando il pesante ko in una sconfitta (2-3) che divenne così un po' più accettabile e soprattutto non impossibile da recuperare. E adesso siamo qui a vedere se il Milan è arrivato o meno agli ultimi 90' di questa Champions League o se sarà così spavaldo da andare oltre anche l'ostacolo più difficile.
La vittoria del Manchester Utd a San Siro fu un'impresa e fu una prima volta, il Milan cerca una partita simile all'Old Trafford. Come un pugile che deve restituire il cazzotto del ko nel match di rivincita. Qualcuno ha domandato a Leonardo cosa ricordasse del 3-0 contro il Manchester United 3 anni fa, in semifinale, in una partita che aprì poi la strada al trionfo in finale: "Beh fu una partita diversa, molto diversa da questa, giocavamo in casa a San Siro, segnarono Kakà, Seedorf e Gilardino. Ma certamente quella fu la partita perfetta". Ecco all'Old Trafford ci vuole una partita ancora più perfetta di quella...