1&1 MyWebsite: Tutto sul gigante del web hosting

1&1 si è prefissato l’obiettivo di mettere online tutto di cui un utente ha bisogno. Per questo ha incrementato il budget destinato a marketing, promozione e pubblicità. Così facendo ha attirato ad oggi circa 500.000 sottoscrittori paganti.

1&1 s'è concentrato su specifici settori professionali su cui era meno completo riuscendo così a coprire una vasta gamma di prodotti in grado di coprire più di 200 industrie distinte con circa 140 layout professionali. Ma bisogna essere attenti a modificare interamente i contenuti offerti (testi template )per evitare che vengano visualizzati nei motori di ricerca con testi standard. Sono migliaia i proprietari di altri siti creati con MyWebsite che usano la stessa copia di template fornito standard. I motori di ricerca rilevano contenuti unici per questo consigliamo di provvedere a modificare tutti i valori del template in modo da scavalcare altri siti nel posizionamento di ricerca. Nei nostri articoli cerchiamo sempre di spiegare come ottimizzare al meglio i risultati nei motori di ricerca ( in lingua inglese Search Engine Optimization, in acronimo SEO).

Sfortunatamente non è possibile testare la versione di prova gratuita sul sito di 1&1: tuttavia, hai un mese di valutazione con la garanzia soddisfatti o rimborsati. Un dettaglio interessante è che 1&1 era partner commerciale del suo concorrente, Jimdo, fino al 2010. Per questo motivo i due website builder sembrano piuttosto simili. Dopo una breve intesa, ciascuna delle due compagnie ha intrapreso la propria strada ed è interessante notare come ognuna di loro abbia portato avanti e sviluppato il prodotto originale.

Protezione SSL:

Gli utenti di internet inseriscono online le proprie password, i propri dati di contatto e le proprie informazioni di pagamento più di una volta al giorno. Senza la codifica SSL questi dati potrebbero essere soggetti ad abusi. 1&1 rende internet ancora più sicuro e ti offre la crittografia SSL come funzione inclusa in tutti i prodotti.

Protezione da Hacker

Sempre più spesso si sente parlare di attacchi di hacker che causano gravi danni ai siti web di aziende e istituzioni. Normalmente si tratta dei cosiddetti Distributed Denial of Service (DDoS): 1&1 rileva in anticipo questi attacchi esterni e avvia le contromisure necessarie.

Un interessante video è il seguente che ci illustra il prodotto:

 

 
 

 

Per creare il tuo sito 1&1 MyWebsite è disponibile ai seguenti indirizzi:

 
1&1 MyWebsite 
 
1&1 Hosting Windows 
 
1&1 Hosting Linux 
 
1&1 WordPress Hosting 

 

Bonus cultura 500 euro: tra i 18enni è caccia al bug

“Fatta la legge, trovato l’inganno”, si diceva un tempo. Un proverbio ancora valido nel 2016. Ce lo conferma il bonus cultura per i 18enni. Perché, se a poche ore dal via ufficiale è già febbre da voucher, non sempre questa va nella direzione sperata da chi ha sponsorizzato l’operazione 500€. In questi primi giorni di vita del bonus, infatti, i neo-maggiorenni stanno dando vita ad una vera e propria caccia all’errore, alla spasmodica ricerca delle falle del sistema. Per carità, la maggior parte di quelli che hanno beneficiato della somma stanno effettivamente spendendola in prodotti culturali (anche se per ora sono costretti a comprare quasi solo libri, in attesa che nuovi esercenti aderiscano all’iniziativa). Però ci sono pure molti furbetti che stanno passando in rassegna i siti di e-commerce per trovare articoli non proprio ‘culturali’ acquistabili con il bonus. C’è perfino qualcuno che sta tentando di hackerare i codici voucher o di riciclare quelli già utilizzati. Per verificarlo basta farsi un giro su forum, community e social network, come nel caso della pagina Facebook “18App-Bonus cultura500€ 18enni”. Ne abbiamo parlato nella trasmissione Buongiorno Dr.Feelgood su Virgin Radio

I mille volti del bonus cultura

Così, ad esempio, scopriamo che su Amazon è possibile comprare astucci, set da disegno, quaderni fashion. E ancora: borsellini, agende, calendari, persino borse e zaini.

C’è poi la categoria dei tecnologici a tutti i costi, che in queste ore sarebbero disposti ad acquistare una collana completa di libri per prepararsi ai test d’ingresso all’università perché nella pagina dell’offerta c’è l’immagine di un tablet.

Rimarranno delusi sapendo che in realtà in regalo non c’è nessun dispositivo mobile ma semplicemente un software di simulazione dei quiz. Un buon compromesso potrebbe essere il ‘taccuino magico’ che trasforma quello che scrivete su carta in un file multimediale. Questo sì che è possibile comprarlo.

 

Alla ricerca dell'algoritmo magico

Infine troviamo loro: gli hacker, quelli che vogliono sfruttare l’occasione per aggirare regole e controlli. Come chi propone di farsi mandare codici già spesi perché starebbe elaborando un algoritmo in grado di rigenerarli.

Il libro è il miglior amico del 18enne

Ma, per fortuna, sono molti di più quelli che hanno preso sul serio questa storia dei 500€. Certo, le categorie merceologiche sono ancora limitate. Ma un buon libro non si rifiuta mai. Così i 18enni stanno facendo subito incetta dei testi che avrebbero voluto leggere ma non avevano soldi da spendere. Ci si può trovare un po’ di tutto: dai romanzi ai saggi, dai volumi utili per la scuola a guide e manuali per hobby e tempo libero.
 

Gli spendaccioni del bonus cultura

Basta non esagerare, però come chi in meno di una settimana ha già speso l’intera somma. In fondo c’è un anno di tempo per utilizzare il bonus. Chissà che nel frattempo non si riescano a trovare nuove sviste: in tanti non vedono l’ora.
 
Fonte: skuola.net

VLC apre alla realtà virtuale

Roma - VideoLAN, l'organizzazione non profit che ha creato VLC, l'app open source che consente di riprodurre qualsiasi formato video praticamente su ogni piattaforma, ha reso disponibile una technical preview che aggiunge la visione dei video a 360 gradi. L'anteprima è disponibile gratuitamente per Windows e Mac e la versione definitiva arriverà con VLC 3.0, attesa per la fine di novembre. Una conferma che i video immersivi, da tempo approdati con largo seguito su YouTube, sono uno dei punti focali dell'innovazione tecnologica destinata all'intrattenimento.

Logo VLC


Per sviluppare l'applicazione, VideoLAN è ricorsa al produttore di videocamere Giroptic. Con la nuova funzione è possibile usare il mouse e la tastiera per controllare il punto di vista nella ripresa. Secondo VideoLAN, presto sarà possibile disporre delle stesse prestazioni sui dispositivi mobili, consentendo agli utenti di navigare le clip video ruotando i dispositivi dotati di accelerometro.

"VLC è uno dei player video più usati al mondo" - ha affermato Richard Ollier, co-fondatore e CEO di Giroptic. "Ciò porterà grossi vantaggi ai milioni di utenti che lo utilizzano". Jean-Baptiste Kempf, che di VLC è il presidente e uno dei principali sviluppatori, ha dichiarato al sito Web Variety che il team da lui guidato sta lavorando all'audio spaziale 3D necessario per implementare VLC sulle cuffie VR. Kempf ha detto inoltre che l'app sarà disponibile dapprima per i dispositivi VR basati su Android, come Google Daydream, poi su quelli basati su Windows, come HTC Vive e Oculus Rift.

Fonte: Punto-informatico.it

Fonte immagine: http://people.videolan.org/~jb/Builds/360/

I Google Glass possono rallentare i tempi di reazione

I Google Glass possono rallentare i tempi di reazione: la grande quantità di informazioni e i molti compiti in contemporanea costringono il cervello a tempi di elaborazione piu' lunghi. A indicarlo e' uno studio pubblicato da Joanna Lewis, dell'università della Florida Centrale, sulla rivista Cognitive Research: Principles and Implications.

Google Glass, dispositivi di realtà aumentata
Dispositivi di realta' aumentata come i Google Glass, sistemi che 'aggiungono' informazioni alla realta' che abbiamo davanti, non sono ancora ampiamente diffusi ma potrebbero diventarlo in un prossimo futuro. Molti interrogativi sulla loro 'sicurezza' emergono pero' quando siamo impegnati ad esempio nel guidare un'auto, dove pochi secondi possono fare la differenza tra la vita e la morte.

Il test
Per questo i ricercatori californiani hanno messo a punto un test per provare a misurare quanto un compito primario possa essere disturbato da stimoli esterni proiettati nelle lenti. Per farlo hanno chiesto l'aiuto di 363 studenti volontari, cui e' stato chiesto di giocare a Where is Waldo, un gioco al pc dove bisogna trovare alcuni personaggi all'interno di un complesso disegno. I dati indicano che i partecipanti che hanno giocato usando dei Google Glass, in cui venivano fornite informazioni aggiuntive, hanno impiegato piu' tempo a completare il compito. Il motivo, hanno spiegato i ricercatori, potrebbe essere nel fatto che le informazioni aggiuntive vadano in competizione con le elaborazioni visive rallentando i tempi di elaborazione del cervello. Un dato che deve far riflettere sulla possibile futura diffusione di massa di questi strumenti: "solo il fatto che sia possibile - ha commentato Lewis - non vuol dire che dobbiamo".

Fonte: Ansa.it

Amazon, la lotta alle recensioni pilotate comincia a dare frutti

Roma - Quanto ci si può fidare delle recensioni pubblicate su Amazon? Abbastanza, ma non tantissimo. La stessa piattaforma ha deciso di fare un po' di pulizia, rimuovendo molte recensioni considerate inattendibili. Un'iniziativa promessa tempo or sono e che in effetti sta portando avanti.

Il problema dei commenti non veritieri c'è, ed è di proporzioni notevoli. Le recensioni finte su Web esistono da sempre, non solo su Amazon. Ma esistono anche le recensioni "pagate", "prezzolate", "non spontanee", "pilotate". Inoltre, il sistema delle "incentivised review", cioè recensioni incentivate in cambio di sconti e omaggi (il più delle volte dello stesso prodotto sottoposto a recensione) è pratica comune. Amazon non ha mai tollerato le recensioni dietro corrispettivo in denaro, ma in passato ha permesso l'uso delle "incentivised review" sotto forma di sconti. Da ottobre, però, qualsiasi forma di recensione incentivata è proibita. Le uniche ammesse sono quelle effettuate tramite il programma ufficiale Amazon Vine.

Ma la questione non è terminologica. Le recensioni non spontanee tendono ad essere ovviamente positive. Pure troppo. Lo ha rivelato una recente ricerca di ReviewMeta, una società che si occupa di analizzare le recensioni sui prodotti, che ha preso in analisi oltre 65 milioni di recensioni effettuate su più di 32.000 prodotti diversi. La media ottenuta dai prodotti con recensioni comprate è risultata di 4,74 stelle, mentre quella delle recensioni spontanee è solitamente intorno alle 4,36 stelle (su 5). L'eliminazione dei pareri sollecitati con dei corrispettivi, dunque, non avrebbe minato il valore medio dei prodotti: il rating lasciato dagli utenti resterebbe pressoché invariato, anche perché Amazon lo calcola basandosi quasi esclusivamente sulle opinioni rilasciate per gli "Acquisti verificati". Il che è ovviamente un fattore positivo per l'immagine dell'azienda. Amazon ha deciso di rimuovere gran parte di queste opinioni pilotate in quanto minano la base della sua credibilità. Per ponderare un acquisto, gli utenti si basano molto sui consigli scritti da chi il prodotto l'ha già provato. Pertanto se si diffonde l'idea che si tratta principalmente di commenti non sinceri, gli utenti potrebbero iniziare a non tenerli più in considerazione o, peggio ancora, preferire altri marketplace al posto di Amazon.

Amazon recension finte bannale


Amazon si è dunque attivata per far sparire dalle sue pagine le recensioni incentivate non lecitamente: guardando il grafico si intuisce che a partire dallo scorso 3 ottobre la percentuale di consigli "pilotati" sulle pagine è iniziata a calare drasticamente. La società di Jeff Bezos non solo ha imposto un filtro che si occupa di bannare le nuove recensioni non affidabili, man mano che vengono pubblicate sulla piattaforma, ma starebbe analizzando anche i vecchi consigli per rimuovere quelli ritenuti non sinceri. E ciò avviene anche in Italia. Per la precisione sarebbero state rimosse - ad oggi - circa 500.000 recensioni, il 71 per cento delle quali ritenute non spontanee. Alcuni prodotti hanno subito una drastica sforbiciata; dalla pagina di una crema esfoliante biologica per lo scrub, ad esempio, sarebbero stati cancellati in un sol colpo oltre 9.000 commenti incentivati.

Che Amazon si stia dando da fare lo rivelerebbe anche il fatto che sul campione delle recensioni analizzato nelle ultime 2 settimane solo l'1,5 per cento risulta "incentivato". In passato lo stesso valore era decisamente più alto. Questo indica che il ban imposto sulla piattaforma è efficace, ma fino a che punto? Nuove recensioni fittizie continuano ad essere pubblicate sulle pagine dello store e se si considera che il filtro non è altro che un algoritmo, trovare il modo di aggirarlo potrebbe non essere impossibile.

Amazon, per scoraggiare l'impatto dei recensori di professione, ha altresì posto un limite al numero di pareri associati ad acquisti non verificati: un massimo di 5 recensioni a settimana.

Fonte: Punto-informatico.it

Fonte immagine: reviewmeta.com