Tre buoni motivi per bere (o non bere) il caffè

Quanti caffè bevete, tre al giorno? Di più? Ecco che cosa dovete sapere in base alle più recenti ricerche: per i denti, il sonno, la salute ci sono buone novità. Ma non per tutti

Il caffè, la bevanda più consumata al mondo dopo l'acqua, è uno degli alimenti più studiati dalla scienza. È di pochi giorni fa la notizia che è stato sequenziato il genoma della pianta e tre recenti studi ci raccontano come, e perché, la pausa caffè al lavoro o prima di un pomeriggio di studio può essere (o meno) una buona idea.

caffè+pisolino. La prima notizia è perfetta per chi ha l'abitudine di bere il caffè dopo il riposino pomeridiano. Sbagliato: il caffè va bevuto prima. Secondo diversi studi, tra i quali uno della Loughborough University (Regno Unito), la caffeina, contrariamente a quanto si crede, non ci impedisce di dormire, anzi, ci fa riposare meglio. Un caffè e un pisolino, insomma, sono il modo migliore per affrontare il resto della giornata. La spiegazione scientifica è questa: la caffeina inibisce l'adenosina, la sostanza chimica che provoca sonnolenza. L'effetto energizzante della caffeina, però, arriva dopo 20 minuti. Ecco dunque che per godere al meglio di questo effetto, è consigliabile bere il caffè prima del pisolino. Per svegliarsi dopo 20 minuti riposati, ricaricati e concentrati.

Denti più sani. Che la caffeina macchi i denti, si sa. Ma adesso uno studio della Boston University Henry M. Goldman School of Dental Medicine, ci dice che ha un ruolo importante nella nostra salute dentale: gli antiossidanti contenuti nel caffè avrebbero effetti protettivi contro le malattie della bocca, aiutando nella riduzione del numero di perdita ossea parodontale. Gli scienziati sono arrivati a questa conclusione esaminando i dati di 1.152 pazienti di visite odontoiatriche iniziate nel 1968.

Come curare i danni dell'abbronzatura

Vacanze e abbronzatura. Ma quando si torna dal mare si scopre che non sempre il sole fa bene alla pelle. Anzi. Una recente ricerca americana ha dimostrato che l’esposizione al sole è responsabile dell’80% dell’invecchiamento della pelle. E sul volto i segni sono più evidenti. Cosa fare?
«Premettendo che occorre avere sempre cura della pelle del viso utilizzando creme idratanti e protettive, è necessario sapere che ogni area del viso richiede degli interventi specifici e i diversi trattamenti di medicina estetica ci permettono di individuare soluzioni mirate», dice Patrizia Gilardino chirurgo plastico di Milano.
La medicina estetica ha infatti subito una grande evoluzione: nuovi prodotti e nuovi trattamenti sono stati sviluppati negli ultimi anni guardando con estrema attenzione la fascia di età tra i 35 ed i 50 anni. «Questo non solamente perché solitamente a questa età si preferisce attenuare i segni del tempo piuttosto che intervenire in modo più radicale con la chirurgia; ma anche perché dopo i 30 anni la pelle inizia a perdere progressivamente collagene rendendo così più evidenti i segni del tempo», spiega Gilardino.
Tre le aree indicate per mantenere un volto giovane. Innanzitutto la zona degli occhi dove diventano maggiormente visibili le cosiddette zampe di gallina. «Qui la recente approvazione da parte dell’Aifa - l’agenzia italiana del farmaco - ha confermato ottimi risultati della tossina botulinica. Il botulino infatti distende le rughe che tendono a formarsi, rendendo così lo sguardo più giovane e rilassato. Lo si può utilizzare anche per le rughe glabellari, ovvero quelle che si formano tra le sopracciglia e persino sulla fronte per alzare leggermente il sopracciglio rendendo così lo sguardo più luminoso», precisa la specialista.
Nel terzo inferiore del volto, ovvero la zona delle guance e della bocca «si ottiene una buona attenuazione delle rughe attraverso dei filler a base di acido ialuronico. È questa un’area dove si concentrano diverse rughe di espressione e si preferisce attenuarle andando a riempire i solchi che il tempo ha provocato sul viso», prosegue la dottoressa.
Altra zona particolarmente delicata è quella del collo dove la pelle tende a rilassarsi maggiormente.
«Collo, ma anche décolleté, richiedono interventi diversi. Qui infatti le pieghe che si formano con il tempo hanno la necessità di essere trattate in profondità. L’indicazione prima sarebbe quella di un intervento chirurgico, ma la medicina estetica viene incontro a chi non vuole affrontare un’operazione». Prosegue Gilardino: «Esistono diverse tipologie di trattamento per restituire elasticità alla pelle e stimolare la produzione di collagene nel derma. Indicata è Dermapen, una particolare “penna” che pratica delle microiniezioni che consentono di stimolare una rigenerazione profonda dei tessuti. Ottimi risultati si ottengono anche con i peeling stimolanti di Obagi, trattamento che prende il nome da un noto dermatologo americano: in questo caso è necessaria un’accurata preparazione dell’area da sottoporre a trattamento. Sono comunque procedure completamente non-invasive. Il numero delle sedute dipende sempre da caso a caso, ma nelle pazienti di circa 40-45 anni sono solitamente sufficienti poche sedute all’anno».
Fonte: italiasalute.it

Previsioni meteo: nuove frontiere

All'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima (Isac) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) è stata resa operativa una catena di modelli numerici utilizzati per formulare previsioni meteorologiche a risoluzione di 1,5 km e previsioni di anomalie a scala mensile. La notizia arriva a pochi giorni dalla Giornata meteorologica mondiale, che si è svolta il 23 marzo scorso.

Si tratta della più elevata risoluzione orizzontale ottenuta per previsioni meteorologiche sull'intero territorio nazionale. I modelli numerici utilizzati sono stati sviluppati presso la sede di Bologna dell'Isac-Cnt. Oltre a previsioni dettagliate quotidiane, consultabili su http://www.isac.cnr.it/dinamica/projects/forecasts/, sono pubblicate, una volta alla settimana, previsioni probabilistiche di anomalie di temperatura e precipitazione fino alla scadenza di un mese. I prodotti previsionali sono realizzati nell'ambito di una collaborazione pluriennale con il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale.
Si sa che prevedere il tempo non è solo una questione legata a come vestirci o se viene rovinata la prevista uscita o scampagnata ma alle condizioni climatiche sono legate una serie di attività che hanno poi una ricaduta economico - finanziaria di rilevante importanza: pensiamo per esempio ai danni che alluvioni, frane, trombe d'aria, cicloni ed uragani possono generare. E poi c'è il riscaldamento globale le cui ricadue sulle condizioni meteo da monitorare sono senz'altro di fondamentale importanza sia per rilevare l'impronta ecologica che l'attività umana lascia sul sistema Terra ma soprattutto per prevedere e prevenire gli effetti spesso devastanti di tale impatto significativo.
Comunque non tutto quel che avviene è solo opera dell'Uomo ma da sempre il clima ha seguito il suo naturale evolvere in funzione dei movimenti astronomici della Terra e dell'insolazione - ossia delle radiazioni solari assorbire in funzione di tali movimenti - e dei cambiamenti di modo di ruotare del nostro pianeta, che non ruota su se stesso in modo perfettamente simmetrico ma in modo simile ad una trottola: tutto ciò nel tempo ha prodotto naturali mutamenti climatici di cui non è responsabile l'Uomo.

Ritrovato il Dipinto di Andrea Di Bartolo rubato dai tedeschi nel 1944

L'opera eseguita a tempera risalente al ’300, era finita prima in Canada negli anni ’50 e poi dal Canada in Inghilterra.
Gli investigatori del Nucleo dell’Arma — i ‘Monuments men’ italiani specializzati nella caccia ai tesori trafugati — ne hanno ritrovata traccia su un sito.
Hanno seguito una sorta di filo di Arianna e quando la tempera è arrivata a Milano-Malpensa dopo transazione tra collezionista e galleria, è stata subito sequestrata per ordine della procura.

Una delle più conosciute case d’asta britanniche stava ‘battendo’ l’opera, tenuta da un collezionista d’arte noto in Inghilterra, al prezzo di 164.800 sterline; le condizioni del dipinto sono eccellenti, segno che è stato tenuto da appassionati facoltosi.

Ora si trova presso la Pinacoteca di Brera a Milano che lo manterrà in un caveau climatizzato in attesa di restituirlo al legittimo proprietario.

Il dipinto (82.8 x 60 cm. ), raffigurante la ‘Dormitio Virginis’ (il trapasso di Maria, madre di Gesù) è stato recuperato dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Monza.

Ritrovate due opere di Gauguin e Bonnard

I due dipinti furono rubati a Londra nel 1970 in casa dei coniugi Marks e Kennedy (dove Marks sta per Marks & Spencer, quelli della catena di abbigliamento).
Successivamente arrivano prima in Francia attraverso la Manica e poi "salgono" su un treno Parigi-Torino.
Ma alla frontiera qualcosa andò storto, perché di fatto le due tele restano lì, a bordo del treno e quando a Torino il personale sale per le pulizie le prende e le porta all'ufficio oggetti smarriti.
Nel 1975, Ferrovie dello Stato mette all'asta tutti gli oggetti non reclamati. Un operaio Fiat s'innamora subito di quelle due tele e se le aggiudica con altri oggetti non di valore, per un totale di 45 mila lire !
Tornato a casa appende i dipinti in cucina, prima a Torino e poi, dopo la pensione, nella sua casa in Sicilia.
Solo poco tempo fa il figlio dell'operaio (studente d'architettura) dopo aver fogliato un catalogo su Gauguin, incuriosito, chiama due esperti, che a loro volta chiedono l'aiuto dei Carabinieri.
Ora il signore siciliano, messo al corrente della situazione, ha consegnato spontaneamente le opere al nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio culturale.
Sono in corso contatti con le autorità britanniche.
Ai carabinieri risulta che i Marks- Kennedy non abbiano eredi, ma probabilmente ci saranno rivendicazioni che saranno valutate.
Altrimenti, le tele, acquistate legalmente, potrebbero tornare a quel fortunato operaio.

Il loro valore stimato è di 15-35 milioni di euro, la prima, e 5-600 mila euro, la seconda